pipì: una vergogna?

Pubblicato il 8 Ottobre 2009 da Fiore.
Categorie: Argomenti vari.

 

 

 

 

Una delle cose che devo fare, in questo periodo, è bere almeno due litri di acqua al giorno.

Sono una persona che in genere beve abbastanza, ma in questo caso mi devo assicurare che alla fine della giornata i due litri siano bevuti.

La mattina quando sono in ufficio, mi assicuro di bere almeno due bottigliette da 0,5 l e così anche la sera, le riempio e sino a che non sono vuote non mollo!

Se capita che verso le 13 o le 19 non le ho terminate, bevo l’acqua  tutta in una volta.

Problema: le pipì o la pipì?

Insomma tutto questo bere mi fa venire voglia di andare in bagno spesso…. troppo spesso.

In ufficio o in casa non ci sono problemi…… ma… ma…

quando vado al parco per fare footing lì inizio ad avere qualche problema….

infatti, non c’è il bagno.

Qui sta la difficoltà maggiore tra uomini e donne nel fare pipì all’aperto……..

Sono cresciuta in un paese, dove andare in aperta campagna o in montagna era all’ordine del giorno, in primavera si andava a mangiare all’aperto e a raccogliere cardi…. tarassaco..asparagi  e altre erbe,

in autunno funghi…

inizio inverno castagne,

d’estate in montagna a cercare pinoli e fresco,

insomma ogni occasione è sempre stata buona per stare fuori, anche nei posti più frequentati i bagni pubblici, magari quelli di plastica che oggi si vedono anche nelle spiaggie, non erano ancora stati inventati, e se anche lo fossero stati noi non li conoscevamo.

Esisteva al contrario il rito della pipì in gruppo:

Tra femmine ci si passava la voce ….. sottovoce, e alla fine tutte dovevamo farla.

Quella era l’epoca in cui non non esistevano neanche i fazzolettini di carta,

la carta igenica mi sembra di si…..

ma non mi pare  che ce la portassimo dietro

 e non  ricordo neanche come ci pulivamo… dopo!

Forse non ci pulivamo,

non credo usassimo i fazzolettini di stoffa, che usavamo tenere appollotolati, sotto il polsino dell maglioncino!

Partito il gruppo, le grandi dovevano cercare un punto riparato da occhi indiscreti, considerato che a quel tempo le campagne erano abbastanza frequentate, non era un’impresa sempre facile,

una volta trovato,

una per volta, andavamo a fare le nostre pipì

attentissime che nessuno potesse vederci

e attentissime ad indirizzare bene il getto per non bagnarci i piedi o le caviglie!

Credo non mi sia mai riuscito! Lo ammetto!

Ho provato tutte le posizioni…. ma alla fine …. quando la forza del getto diminuiva…. cambiava direzione….. 

che umiliazione che provavo!

Quei tempi sono passati, ma adesso il problema si è ripresentato…. fare pipì all’aperto.

Mia mamma ha sempre detto : -meglio che ti vedano mentre fai pipì piuttosto che bagnata e maleodorante!

Ho individuato due punti nel parco, uno è alla fine di una stradina che si biforca da quella principale dove si trova un grande cespuglio e l’altro un angolino tra la vegetazione….. della recinzione esterna e la vegetazione lungo il percorso principale.

Il primo punto è eccellente ma troppo, per cui ci va gente a fare ben altro che acqua….. e preferirei evitarlo….

Il secondo è  pulito, ma più esposto………

che palle! L’ho detto!

Preferisco il secondo , anche se devo fare uno sforzo di volontà su me stessa notevole……. la pipì abusivissima in quel luogo, non finisce mai! ed è rumorosissima…. e tra me e me ripeto…. se ti sentono o ti intravedono non è una vergogna …. non è una vergogna,,,, non è una vergogna……

ma sarà una vergogna?



  Anna
Commento del 8 Ottobre 2009.

E i fazzolettini? Dove li butti?

Scusa se te lo chiedo ma è un problema che incontro quando faccio la pipì all’aperto…

- lì è pieno di pattumiere…lo piego e lo butto

:-) e hai ragione anche io mi metto sempre il problema… perchè mi danno fastidio quelli che lasciano gli altri…. non molti sanno che che anche i fazzolettini non sono poi così indolori per l’ambiente…. non è semplice cellulosa perchè subisce un trattamento che ne ritarda il “consumo” da parte dell’ambiente, mi sembra di aver letto almeno tre mesi perchè venga “digerito”…. va bhe questo non c’entra nulla…

Però…. quando sono andata in paese in macchina… mi sono dovuta fermare due volte…. con il mio super sistema :-) apro le due portiere del lato della macchina e mi ci sistemo in mezzo…. poi fazzolettino….. non è poi così bagnato lo era molto di più quello che ho usato per ascigarmi i piedi dopo averli sciacquati….. con la bottiglietta d’acqua ( non uso le salviettine…. per via dei miei patemi ecologici ) cmq alla fine li ho messi insieme nel cruscotto e quando sono arrivata a casa li ho buttati…..

A volte uso le bustine dei fazzolettini…..

Commento del 9 Ottobre 2009.

Bellissimo post, roba originale e piacevole da leggere. Ti segnalerei quasi per la home page tiscaliana, ma non credo che pubblichino post di questo tenore. La pipì in pubblico è un problema soprattutto per le donne. Credo che chiunque dovrebbe avere almeno una punta di vergogna quando la fa in un luogo pubblico, ancorché isolato. Quando nessuno più si vergognerà di orinare in pubblico e questa sarà un’azione come un’altra, il mondo sarà a un passo dalla fine.

- Mio Capitano… sono onorata dalle parole che mi hai scritto…

E la tua riflessione finale….. mi garba, in fondo lo penso anche io :-) più che vergogna è senso del pudore, preservare l’intimità del nostro se.

Commento del 10 Ottobre 2009.

fiore ti ho conferito un premio

- un premio?

  sergio
Commento del 10 Ottobre 2009.

Una vergogna? non lo so. Senso del pudore? probabilmente, ma soprattutto consuetudine e condizionamento culturale. Ricordo che ero bambino e mi trovavo a Padova, in un grande antico mercato coperto, attraversato da lunghi corridoi con la merce esposta sui banconi in entrambi i lati. Una popolana, con quelle enormi gonne a campana che arrivavano ai piedi, si abbassò e urinò tranquillamente. Non so se ci fu chi si scandalizzò, forse sì.In certe culture poi, anche farsi vedere mentre si mangia è una vergogna, in altre, è invece educato ruttare dopo essere stati invitati a pranzo. Significa che si è gradito.Comunque bere molta acqua fa bene e tra poco farò un post che parla dell’acqua.Ciao Fiorellino.

- grazie Sergio, sai che nel mio paese dell’entroterra Sardo, l’uso delle mutande e le mutande stesse lo portò mia nonna. Mio nonno faceva la guardia di finanza e viggiava in tutta Italia, si fermò sopratutto in Piemonte e da lì mia nonna importò l’indumento in paese, solo che … mia nonna le stendeva…. e il giorno dopo non le trovava più…. fu così che se ne diffuse l’uso :-)

Ma ancora quando ero piccola io, alcune donne anziane non le usavano e per fare i loro bisogni semplicemente aprivano le gambe e urinavano…. in qualsiasi luogo si trovassero; Erano donne che ancora portavano il “costume” con le gonne lunghe di orbace pieghettato….

Ovviamente non profumavano di gelsomino :-) )

Commento del 14 Ottobre 2009.

Grazie del saluto Fiore :-) ! Si hai ragione, sto parlando spesso di morte :-( Ma questi ultimi due anni sono stati pesantissimi. Venendo al tuo post…ho sorriso molto leggendolo ( commenti compresi)! Ricordo bene le donne antiche che facevano pipì allargando semplicemente le gambe, e il rivoletto scivolava via da sotto le ampie gomme, svelando così l’antefatto! Per me fare pipì è sempre fonte di grande vergogna, lo ammetto…e mi fa rabbia, perchè vorrei esser più naturale, come è naturale far pipì appunto. Mi chiudo sempre a chiave e non ricordo una sola volta nella quale l’ho fatta in presenza di altri/e. Tutta colpa dell’(dis)educazione impartitami da una madre che mai ho visto nuda. Ricordo un episodio occorso anni e anni fa.Andavamo a Sassari e durante il viaggio mi venne voglia di farla…babbo però non amava far soste…e con lui il viaggio durava a volte anche 4 ore!!Dopo molto insistenza si fermò in un punto dove io non potevo ripararmi e al rientro in macchina i miei fratelli ridevano come matti…mai scorderò la vergogna che provai! MAI!Cavolo…e dire che è SOLO PIPI’ :-) ))

- esperienze comuni vedo :-) …. però a dire il vero a casa siamo liberi e nelle porte dei bagni, non usiamo le chiavi, esiste il reciproco rispetto, anche se con mio marito…. andiamo sempre insieme in bagno…. uno si fa la doccia e l’altro i suoi bisogni o il contrario; stiamo più attenti con i ragazzini, sia per loro che per noi, però vederci seduti o vederli seduti non è un trauma, per nessuno a casa, semplicemente o giariamo il viso o richiudiamo la porta ………